Parkinson, la patologia può migliorare agendo sulle feci: lo studio che stravolge tutto

Parkinson: uno studio dimostra che si possono attenuare i sintomi motori se si interviene sulle feci. Cosa è stato fatto

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Persona affetta da Parkinson (Yahoomagazine.com)

Tra le patologie neurodegenerative, il Parkinson è una delle più conosciute, soprattutto per uno dei suoi effetti più evidenti, il tremore. Come è noto, per questo tipo di malattie non c’è ancora una cura ma forse da qui a poco le cose potrebbero cambiare.

Secondo un recente studio, infatti, come si legge su Fanpage.it, il Parkinson potrebbe migliorare, nei suoi sintomi motori, agendo sulle feci della persona malata. È stato dimostrato, infatti, che c’è uno stretto legame sulla patologia neurodegenerativa e la flora batterica intestinale. Vediamo nel dettaglio cosa propone la ricerca.

Lo studio sul Parkinson per alleviare i sintomi motori

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Uomo affetto da Parkinson (Yahoomagazine.com)

Trapiantare le feci di persone sane nell’intestino tenue di quelle affette dal morbo di Parkinson potrebbe alleviare i sintomi motori della malattia come il noto tremore e la rigidità. È quanto emerso da un nuovo studio effettuato da un team di ricerca belga nel quale si sono associati sia ricercatori dell’Ospedale Universitario di Ghent che quelli della Facoltà di Medicina e Scienze della Salute dell’Università di Ghent e del VIB-UGent Center for Inflammation Research.

Coordinati dal dottor Arnout Bruggeman del Dipartimento di Neurologia presso l’ateneo belga, come riporta nel suo approfondimento Fanpage.it, il team ha donato buone speranze alle famiglie dei pazienti. La ricerca, infatti, ha messo in evidenza che ci sarebbe uno stretto legame tra la patologia e la flora batterica intestinale. Una cosa non nuova questa, sottolineata anche da altri studi che hanno attenzionato la composizione dei batteri.

Secondo le ultime rilevazioni la neurodegenerazione sarebbe provocata da aggreganti che si formano nella parte intestinale e che raggiungano il tessuto celebrale attraverso il nervo vago. Una volta arrivati al cervello distruggerebbero i neuroni dopaminergici, ovvero i produttori di dopamina, innescando i tipici sintomi del Parkinson soprattutto tremori, rigidità e difficoltà mantenere l’equilibrio. I ricercatori sostengono che proprio una non regolarità nel microbiota intestinale favorirebbe gli accumuli di aggreganti che poi arrivano al cervello. Una tesi, questa, che sarebbe sostenuta anche da un’altra ricerca effettuata a Stoccolma.

L’esperimento ed i risultati

In base ai risultati ottenuti che legano i batteri intestinali e la patologia neurodegenerativa, i ricercatori si sono impegnati nel proporre un’azione che potrebbe alleviare i sintomi del Parkinson, ipotizzando di trapiantare le feci di una persona sana in quelle dei pazienti che presentano uno stadio iniziale della malattia per alterare in maniera positiva la flora batterica e dunque trarne benefico a livello dei sintomi. Per arrivare a tutto questo è stato realizzato un esperimento che ha previsto un’osservazione di un anno e che ha coinvolto 50 persone affette da Parkinson allo stadio iniziale. I risultati? Un significativo miglioramento nei test effettuati da coloro che avevano ricevuto le feci dei donatori sani.

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