Tutto per mio figlio, una storia vera: chi era davvero il personaggio interpretato da Giuseppe Zeno

Raiuno trasmette il film Tutto per mio figlio, diretto da Umberto Marino e interpretato da Giuseppe Zeno: la storia vera dietro la fiction.

Tutto per mio figlio
Tutto per mio figlio con Giuseppe Zeno è tratto da una storia vera (YahooMagazine.com)

Il film per la tv Tutto per mio figlio, diretto da Umberto Marino, è andato in onda per la prima volta su Raiuno nel 2022 e viene ora riproposto: all’epoca totalizzò il 20% di share medio e la vicenda narrata toccò particolarmente il pubblico. Nella fiction, il protagonista principale si chiama Raffaele Acampora, interpretato da Giuseppe Zeno, mentre nel cast ci sono altri attori importanti.

Per citarne alcuni, Antonia Truppo, Tosca D’Aquino, Massimiliano Rossi ed Ernesto Mahieux. Senza spoilerare troppo la trama, il film di Raiuno racconta la storia di Raffaele Acampora, un ambulante del casertano vessato dai camorristi per aver rifiutato di pagare il pizzo. A un certo punto, il protagonista della vicenda sceglie di fondare un sindacato. Ma si tratta di storia vera o finzione?

C’è una storia vera dietro il film Tutto per mio figlio: chi era Federico Del Prete

Tutto per mio figlio Giuseppe Zeno
Una scena di Tutto per mio figlio (YahooMagazine.com)

La storia dietro alla trama del film è realmente accaduta ed è la vicenda umana e tragica di Federico Del Prete: si tratta del fondatore del Sindacato Nazionale Ambulanti, che si trova ad operare nel contesto della mafia casertana, in quegli anni nei quali si svolgono i fatti totalmente nelle mani del clan dei Casalesi. Era metà anni Novanta e i boss della zona facevano il bello e il cattivo tempo sulla pelle dei cittadini onesti.

Del Prete si distingue per la sua lotta contro le estorsioni e gli abusi nei mercati rionali, arrivando con la sua azione coraggiosa a denunciare il malaffare in ogni suo aspetto. L’uomo paga questo suo impegno in prima linea con la sua stessa vita: difatti, viene ucciso poco prima di testimoniare in un processo contro un vigile urbano di Mondragone accusato di estorsione.

Contrariamente alla vicenda reale, nella fiction il “notabile” colluso non è un vigile urbano, bensì un veterinario, ma l’intento del film è quello di tenere alta l’attenzione sul tema delle connivenze tra malaffare e insospettabili professionisti, esponenti sia della politica, che della cosiddetta società civile. Lo stesso impegno portato avanti da Federico Del Prete nel corso della sua vita.

L’ambulante venne ucciso a Casal di Principe nel febbraio 2002, sette anni dopo venne condannato per l’omicidio un pentito di camorra, che ha scontato 14 anni di carcere per questo reato. Sempre nel 2009, Federico Del Prete venne insignito alla memoria dal Capo dello Stato, con la medaglia d’oro al Merito civile. Negli anni, la sua figura è stata ricordata con eventi che ne valorizzano l’eroismo.

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