Giallo Samuele Landi: la storia dell’imprenditore scomparso a Dubai, i dubbi sulla morte

Samuele Landi è scomparso dopo una mareggiata che ha spazzato via la chiatta su cui viveva per sperimentare abitazioni galleggianti off-shore: ma in tanti credono non sia morto.

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Il giallo di Samuele Landi (YahooMagazine.com)

Quella di Samuele Landi è una vicenda incredibile, che va avanti da molti anni, ovvero da quando nel 2010 – sotto inchiesta per il fallimento fraudolento della società di telecomunicazioni Eutelia – si è rifugiato a Dubai. L’imprenditore si è reinventato come console della Liberia negli Emirati Arabi: fu lui ad accogliere George Weah, l’ex attaccante milanista e oggi politico, al suo arrivo a Dubai.

Nel 2019, Samuele Landi è stato infine condannato a 8 anni per bancarotta fraudolenta, ma non ha mai scontato un solo giorno di carcere, poi a inizio 2024, di lui si sono perse le tracce. Dopo la sua scomparsa nel nulla, sul profilo Instagram di un noto imprenditore liberiano, è comparso un messaggio di commiato nei confronti dell’italiano in fuga a Dubai. Ma cosa è successo davvero?

Che fine ha fatto Samuele Landi: davvero quello non è il suo cadavere?

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Samuele Landi in un’intervista (YahooMagazine.com)

Secondo quello che emerge ufficialmente, l’imprenditore in fuga stava sperimentando delle abitazioni galleggianti off-shore e su una di queste aveva scelto di viverci. A causa di una mareggiata, l’abitazione è stata spazzata via e sono stati provocato quattro morti: due sono stati identificati, gli altri due sono praticamente irriconoscibili, ma appare quasi certo – per le autorità del luogo – che uno sia il corpo di Landi.

Le sue impronte digitali sono state trovate su uno dei cadaveri recuperati, ma si attende la conferma del DNA, spiegano – parlando di questo imprenditore che si stava reinventando delle vere e proprie isolette-stato su delle chiatte artificiali. Ma dalle parole della figlia di Samuele Landi – protagonista del programma FarWest su Raitre – sembra emergere un’altra verità: la donna non pensa che il padre sia morto.

Come lei la pensa il regista Oswald Horowitz, che ha vissuto per qualche tempo con l’imprenditore latitante su una delle sue isolette, e che sta girando un documentario su di lui, provando a ricostruire una verità alternativa a quella ufficiale delle autorità arabe. Il regista inglese ha intervistato l’uomo prima della tragedia e ne ha raccolto alcune dichiarazioni, ma ha anche appurato come per molti sia un eroe.

Un breve ritratto di Samuele Landi

In particolare, Samuele Landi avrebbe liberato decine di schiave liberiane in Oman, stringendo grazie a questo amicizia con Weah. Nel documentario di Horowitz, parlando delle sue lande artificiali, spiega: “Meglio morire durante un’avventura che in un letto da vecchio”. Anche per la figlia dell’uomo, dunque, il padre non sarebbe morto e spiega che nemmeno suo fratello ne avrebbe riconosciuto il cadavere.

Samuele Landi, che chi lo conosce definisce un sognatore, ha un passato da sportivo di successo, campione di moto enduro, con diverse partecipazioni alla mitica Parigi – Dakar. Fino alla vicenda giudiziaria che lo ha visto coinvolto, ha vissuto la propria vita al massimo, poi la fuga all’estero dove appunto ha saputo reinventarsi e ha dato anche vita a una nuova avventura personale: da febbraio 2024, la sua sorte è un mistero.

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